giovedì 3 marzo 2016

Credo e Religione

Cos’è la religione?
Ed il credo, cos’è?
Religione e credo sono forse fede?

La religione è dottrina, rito, preghiera insegnata, e... templi che delimitano un luogo sacro.
Il credo invece è il credere nella propria religione, dunque è credere nelle dottrine, nei riti, nelle preghiere insegnate e... che un luogo terreno sia sacro.

E la fede?

E’ forse dottrina?
Oppure, è rito?
O forse la fede è preghiera insegnata?
O forse invece è il frequentare un luogo sacro?
Voi stessi sapete ammettere che la fede non è nulla di tutto questo... perchè la fede è cosa riposta in qualcuno, verso qualcuno, e non in cose o verso cose... perchè verso le cose si ha fiducia, ma non la fede.
La fede è credere in qualcuno, e dunque non è credere in qualcosa.
E non è forse vero che la religione è una cosa? Se dunque è una cosa, non si può avere fede nella religione, quanto piuttosto avere fiducia nella religione che si considera giusta.
Ed avere fiducia significa credere, l’aver fiducia in una cosa significa credere in quella cosa...

Ma voi dite che si può credere in qualcuno, e che questo credere è fede.
E vi chiedo: credere e credo, sono la stessa cosa?
Il credo è il credere in qualcosa, mentre il credere in qualcuno, non è il credere in qualcosa, e dunque il credo ed il credere non sono la stessa cosa.
Il credo è infatti un pensiero, una ideologia, una convinzione, un ideale, una cultura, è un concetto, è un modello di vita, è una concezione, è una teoria ritenuta vera, è insomma... una dottrina.
Ecco! Credo e religione si fondono nel pensiero dottrinale, ma nulla hanno a che vedere con la fede, perchè un pensiero, una ideologia, una convinzione, un ideale, una cultura, un concetto, un modello di vita, una concezione, una teoria ritenuta vera... non sono e non identificano una persona.

Ma voi dite: “Un pensiero, una ideologia, una convinzione, un ideale, una cultura, un concetto, un modello di vita, una concezione, una teoria ritenuta vera... identificano una persona in cui credere ed in cui aver fede”.

Vi dico: “No Fratelli! Non sono un pensiero, una ideologia, una convinzione, un ideale, una cultura, un concetto, un modello di vita, una concezione, una teoria ritenuta vera... ad identificare una persona, quanto piuttosto è una certa persona che si identifica in un certo pensiero, in una ideologia, in una convinzione, in un ideale, in una cultura, in un concetto, in un modello di vita, in una concezione, in una teoria ritenuta vera...
Ecco! Nel credere in una persona che si identifica in un qualcosa, si ha fede in quella persona, mentre nel credere nelle cose che identificano una persona, si vive solo nel credo di una religione, senza la fede.

Voi siete in questo errore, che è l’inganno architettato dal maligno, e voi senza rendervene conto, lo servite parlando ed agendo a sostegno dell’inganno architettato, costruito e gestito dal maligno.

E del luogo sacro in cui credete, che dire?
Non è forse vero che siamo Tempio di Dio e che Dio è in noi?
Qual’è dunque il luogo più sacro tra i sacri?
Non è forse il prossimo vostro?
Ecco! Ogni religione in questo crolla, ogni credo in questo si smentisce, ogni dottrina è il nulla innanzi al sacro del prossimo vostro ed ogni preghiera dovrebbe essere per il prossimo vostro, ed ogni rito dovrebbe essere verso il prossimo vostro: il rito dell’Amore Fratelli! Quanto voi ignorate!

In verità vi dico, chi vive nella fede autentica, ha oltrepassato ogni credo ed ogni religione.
Ma voi delle mie parole vi scandalizzate.



sabato 3 gennaio 2015

La Luce e la Verità

La Luce e la Verità furono dal Battista comprese ancora prima che Esse a noi si concedessero. 

Ma cosa sono la Luce e la Verità? 

Esse sono un una fonte reale di luce e calore, viva e pulsante, sono per l'appunto un sole che emana una luce intensissima, insieme a quel calore che noi chiamiamo Amore. Intorno a questo sole, vi sono le varie orbite delle nostre "verità relative", delle nostre convinzioni e dei nostri pensieri che riteniamo essere veri ed autentici.
Alcuni di noi hanno nello spirito effettivamente raggiunto orbite molto vicine a questo sole che è Dio "Luce e Verità", e di questo, essi ne sono pienamente coscienti, perché costoro effettivamente si vedono in un'orbita "deserta", in cui vi sono pochissime persone come esse, mentre nel frattempo costoro vedono le orbite esterne colme di altre persone che in esse vi percorrono "cammini" distinti. 

Ogni orbita è la percezione della verità che ognuno di noi ha: c'è chi l'ha maggiore e chi minore, dunque c'è chi percorre orbite più interne vicino al sole e chi percorre orbite più esterne. 
Ma tali orbite, hanno una caratteristica particolare: non lasciano vedere le orbite interne più vicine al sole "Luce e Verità". E' come se ognuno di noi percorresse la sua propria orbita con le spalle rivolte verso il centro di tali orbite, che è il sole: ognuno vede la propria orbita che percorre, e contemporaneamente vede quelle ad essa esterne, ma nessuno può vedere quelle più interne ad egli. 
Avviene che, chi si trova in un'orbita molto vicina al sole fonte di Luce e Verità, ne percepisce la luce ed il "calore" più intensi, e pertanto, chi si trova in un'orbita molto interna, vedendosi in tale orbita e non vedendo le orbite ancora più interne, ma vedendo invece solo quelle più esterne, e percependo una fonte di luce e calore più intensi provenienti dal sole, si ritrova ad essere convinto d'essere molto vicino alla verità od addirittura in verità, magari anche affermando che "la verità non la possiede nessuno...", parole queste che lo rafforzano nella sua verità percepita. 
Io vi dico, che non è vero! C'è chi la possiede! Non in forma assoluta, ma simile... Costoro sono persone particolari scelte dal Padre, ed una di costoro fu appunto il Giovanni Battista. Ma mentre il Battista si riconobbe vicino al sole "Luce e Verità", ma non in esso, vi sono persone che invece hanno la presunzione di essere realmente vicinissimi a quel sole od addirittura in esso. E, per confermare la loro posizione di vicinanza a quel sole che è Dio, hanno definito dottrine dogmatiche irremovibili
Tutti noi viviamo paralleli opposti, non gli estremi opposti, ma paralleli opposti, perché la nostra direzione, nella diversità di ognuno di noi è comunque comune. 

Per essere in verità all'interno ognuno della propria orbita, bisogna perennemente, assiduamente e costantemente ogni istante della nostra vita, rimettere in discussione le nostre cose di pensiero, logica, credo e dottrina personale, e non invece rimanere saldi alle fondamenta ideologiche che non si intendono assolutamente rimuovere. E' solo per mezzo del dubbio di essere in verità, che si giunge alla verità, ed è solo per mezzo del dubbio, che si realizzano le certezze. 

Il rimanere saldi alle proprie fondamenta ideologiche, crea isolamento culturale e religioso, isolamento dottrinale e di pensiero, impedendo il dialogo e la comprensione, che sono le basi di partenza per una pace realmente universale.

venerdì 2 gennaio 2015

Il Padre Nostro ed il Principe di questo mondo




  • Il Cristo, riferendosi a Dio Onnipotente, lo chiamò sempre "Padre" e non Dio, se non in un paio di occasioni in cui il contesto del Padre era generalizzato alla figura divina.
  • La Parola "Padre" riferita a Dio, nell'Antico Testamento non compare neanche una volta. E' il Cristo a usare la parola "Padre" per la prima volta nella storia umana riferendosi al Dio Onnipotente.
  • Il Cristo, per definire il diavolo, spesso usò il termine "principe di questo mondo".
  • Il Cristo ci insegnò una sola preghiera: "Il Padre Nostro".
  • Nella preghiera del "Padre Nostro", si dice: "Padre Nostro, che sei nei cieli...". Pertanto, il Padre non risiede sulla terra dove invece vi risiede il "principe di questo mondo". La preghiera di Gesù distingue dunque due luoghi: i cieli e la terra; nei cieli vi è il Padre e la Sua volontà, in terra no!
  • Prosegue la preghiera del "Padre Nostro", dicendo: "...sia santificato il Tuo nome...". Vi siete mai chiesti quale nome? ... Sareste tentati a dire "Jahvè", ma... leggendo oltre in questo post comprenderete che il nome del Padre che è nei cieli, non è "Jahvè" ma semplicemente ed incredibilmente "Padre". Il nome da santificare è "Padre" e non "Jahvè". Infatti, se il nome del Padre fosse stato "Jahvè", Gesù ci avrebbe insegnato una preghiera diversa che ci dice: "Padre nostro Jahvè che sei nei cieli..." oppure "Jahvè che sei nei cieli..." oppure "Dio Onnipotente Jahvè che sei nei cieli...". Ma Gesù non volle insegnarci a ricordare quel nome, non volle insegnarci ad abbinare il nome "Jahvè" al "Padre"... E' Gesù che non vuole insegnarci questo abbinamento! Leggendo oltre comprenderete...
  • Poi continua la preghiera insegnataci dal Cristo dicendo: "...venga il Tuo Regno...". Pertanto, il Regno di Dio è ancora a venire e non è fra noi, o meglio ancora... non è in noi... e pertanto lo dobbiamo ricevere, perché non siamo nati con il Regno di Dio in noi...
  • ... "...sia fatta la Tua volontà, come in cielo, così in terra...". - Terra e cielo sono distinti e separati dal Cristo ancora una volta. La volontà del Padre che è osservata nei cieli, non lo è in terra, e vi è la preghiera dell'uomo a richiedere che la volontà del Padre venga a compiersi anche in terra...
  • ... "...non ci indurre in tentazione...". - Di che tentazione parla il Cristo? In quale tentazione potrebbe indurci il Padre?. In realtà, il Padre non ci induce in nessuna tentazione, e la tentazione a cui il Cristo si riferisce è quella dell'albero in Eden, quella famosa "mela"... cioè la tentazione del serpente... La preghiera del "Padre Nostro", è una scongiura verso la tentazione dell'Eden, che fu una tentazione catastrofica e soprattutto "maligna"... Perché maligna? Riflettete! E' il serpente tentatore che ha creato le condizioni della tentazione, o è il dio Jahvè che ha creato le condizioni della tentazione? Chi è che ha creato l'Eden per l'uomo con in mezzo l'albero dal frutto proibito? E se Dio è il creatore di tutto e tutti, è Dio che ha posto in Eden il serpente tentatore... - Leggendo oltre comprenderete...
  • ..."...ma liberaci dal male...". Domanda: da quale male? Dal male operato da chi? Risposta: dal male che è in noi, dal male che noi stessi operiamo e dal principe di questo mondo che in noi opera il male e che per mezzo di noi opera il male. Dunque, l'uomo è vittima del male, è vittima del principe di questo mondo...


"Egli ci ha fatti suoi figli, ci ha adottati come figli.". - ci ha detto papa Francesco il giorno 1 di gennaio 2015, riprendendo le parole di San Paolo. 
E Giovanni ci dice in 1,18: "Dio nessuno lo ha mai visto, proprio il Figlio unigenito, che è nel seno del Padre, Lui lo ha rivelato". 

Ma in Genesi 17,1 vi è scritto esattamente l'opposto: "Quando Abramo ebbe 99 anni, il Signore gli apparve e disse: Io sono Dio Onnipotente...". Dunque, o mente l'evangelista Giovanni o mente l'Antico Testamento, oppure... entrambi dicono la verità! Ed infatti, è il dio "Jahvè" che mente ad Abramo, perché Jahvè non è il Dio Onnipotente che nessuno ha mai visto ed Abramo non poteva saperlo. Tant'è vero che, tornando al Vangelo di Giovanni in 8,40 troviamo le seguenti parole del Cristo: "Ora voi (uomini) cercate di uccidere me, uno che vi ha detto la verità che ha udito da Dio. Questo Abramo non lo fece. Voi fate le opere del padre vostro (Satana)". Pertanto Abramo non conosceva la verità, semplicemente perché non vide il Padre Onnipotente e dunque nemmeno parlò con Lui; infatti "NESSUNO HA MAI VISTO DIO" (Giovanni 1,18). Ed infatti, tornando al versetto Gv 8,40, domandiamoci: "Cos'è che Abramo non fece?" come sostiene Gesù? Forse il tentare di uccidere Gesù? - Impossibile! Perché Gesù non era conosciuto ad Abramo che visse centinaia di anni prima del Cristo. E dunque cos'è che Abramo non fece? La risposta è ovvia ed una sola possibile! Abramo non conosceva la verità udita dal Padre, questo Abramo non lo fece, perché nessuno ha mai visto il Padre, come sostiene il Cristo stesso in Gv 1,18.
Ed ancora sempre in Giovanni 8,42 continua il Cristo: "Se il vostro Padre fosse Dio, mi amereste, perché io sono uscito e vengo da Dio". Dunque, dice il Cristo, che il Dio degli uomini, non è il Padre. 
Ed in Giovanni 8,44 il Cristo è ancora più chiaro: "Il diavolo è il Padre da cui voi siete, e volete compiere i desideri del vostro padre. Quello è stato omicida fin dal principio, e non si mantenne nella verità, perché la verità non è in lui". Pertanto, il dio Jahvè dell'Antico Testamento, NON E' IL PADRE DEL NUOVO TESTAMENTO. E' Cristo stesso che lo ha affermato! 
Il Padre ci ha generato a Sua immagine e somiglianza nello spirito, infondendo la nostra anima nella carne che ci imprigiona, quella carne il cui padre è Satana. Ed infatti, il Padre ha provato pietà per una carne intelligente che si domanda: "Che sarà di me dopo la morte?". 
Fratelli! E' a motivo della nostra coscienza carnale che il Padre ha in noi uomini infuso lo spirito dell'anima. Il Padre, mai ci creò nella carne, perché non possiamo essere ad immagine e somiglianza nella carne del Dio Onnipotente, ma semmai ad immagine e somiglianza nella carne del diavolo, come lo stesso Cristo afferma in Gv 8,44.

Ora io so' che queste mie parole creeranno scandalo, indignazione e furore in tutti, ma sono le scritture vostre ad affermarlo ed è il Cristo in persona a dirlo. 
Se siete scandalizzati ed indignati, allora io a voi ho detto proprio la verità! Perché noi siamo figli del Padre a Sua immagine e somiglianza nello spirito, per mezzo dei Sette Spiriti di Dio, e non nella carne.


Pertanto, il "Padre Nostro" è nei cieli e non è il dio "Jahvè" che invece è realmente esistito e vissuto sulla terra ai tempi di Abramo, presentandosi falsamente come il "Dio Onnipotente" che risiedette sulla terra fra gli uomini come lo stesso Antico Testamento sostiene più volte. Quel dio Jahvè che risiedette con gli uomini, è il principe di questo mondo.

Rifletteteci!

domenica 5 ottobre 2014

I miei Video

A motivo di talune domande che mi sono giunte da alcuni fra coloro che hanno letto i miei scritti riportati nei post di questo presente sito blog, ho ideato alcuni brevi filmati che cercano di sintetizzare le risposte alle domande pervenutemi.

Voglio però precisare, che i video sono una integrazione ai miei scritti e non possono sostituirli. Essi sono un sunto che intendono "lanciare" un messaggio di riflessione; null'altro!
Desidero inoltre precisare che i video sono stati concepiti in una successione tale che, se visti senza aver prima visto i precedenti, il rischio di non comprendere e/o fraintendere, è altissimo!

In finale ad ogni singolo video, riporto questa mia importantissima dichiarazione, che è la stessa che trovate ad inizio del post Il mio Libro.

<< L’autore dei video si dichiara indipendente nel proprio pensiero religioso, politico, morale ed etico, pertanto estraneo a qualsiasi pensiero, ideologia, dottrina, movimento, associazione, pratica e culto di qualsiasi tipo, in qualsivoglia organizzazione religiosa, politica, culturale, economica, sociale e comunitaria.

L’intento dell’opera è quello di far conseguire all'uomo qualunque, un pensiero individuale atto a rendere la singola coscienza umana libera da ogni preconcetto, da qualsiasi “verità” indiscutibile o dogma di qualsiasi matrice religiosa, culturale e politica, nel fine ultimo di divulgare e praticare una comune esistenza vitale umana, nel segno della pace e del rispetto reciproco.

L’autore non sostiene e non ritiene i propri video certi, ultimi, conclusivi ed incontrovertibili, ma viceversa soggetti a mutamento ed evoluzione, dovuti ad instancabile e persistente ricerca della verità, postuma anche ai video stessi.
Tale continua e perenne evoluzione del proprio pensiero e della conseguente rispettiva umana coscienza, è l’augurio che l’autore volge a se stesso ed all'intera comunità umana terrestre. >>.

Pertanto, i video da me creati possono nel futuro essere da me stesso modificati o anche rimossi, qualora appurassi che essi non rispecchiano le nuove ed ulteriori possibili evoluzioni di pensiero che a me stesso auguro.

Infatti, rimango fermo nella attuale convinzione, che è il solo dubbio d'essere in verità, che conduce alla verità.



Giovanni Bellin.



Elenco dei video:

lunedì 25 agosto 2014

L'Assenza del Padre

Dov'è Dio?!?

"Dio mio! Dio mio dove sei? Padre, se veramente esisti, perché non ti conosco? Perché di te non so nulla? E perché assisti a tutto questo male tremendo di cui siamo vittime e carnefici? Padre, tutto di te può essere compreso, ma non la tua indifferenza innanzi a noi uomini imprigionati in questa orrenda e misera condizione umana!".

Queste sopra riportate, sono parole che ogni singolo uomo cosciente si pone innanzi alle crudeltà del male ed innanzi alla propria sofferenza.

Dunque, se il Padre esiste e se è veramente ed infinitamente buono e misericordioso, perché non fa nulla innanzi alle nostre sofferenze umane?


Apocalisse 10,8-11

[8] Poi la voce che avevo udito dal cielo mi parlò di nuovo: "Và, prendi il libro aperto dalla mano dell'angelo che sta ritto sul mare e sulla terra".

[9] Allora mi avvicinai all'angelo e lo pregai di darmi il piccolo libro. Ed egli mi disse: "Prendilo e divoralo; ti riempirà di amarezza le viscere, ma in bocca ti sarà dolce come il miele".

[10] Presi quel piccolo libro dalla mano dell'angelo e lo divorai; in bocca lo sentii dolce come il miele, ma come l'ebbi inghiottito ne sentii nelle viscere tutta l'amarezza.

[11] Allora mi fu detto: "Devi profetizzare ancora su molti popoli, nazioni e re".



C'è dunque un libro che anche voi dovete ingoiare se volete la conoscenza autentica e quel libro si chiama "Verità".
La verità sulle cose di questo mondo, se la apprendete (divorare il libro), vi farà finalmente liberi (dolce come il miele in bocca), ma una volta compresa fino in fondo (ingoiata nelle viscere), vi restituirà tantissima amarezza, perché comprenderete realmente la vostra entità e la vostra sofferenza a venire.

Ma, quasi tutti voi, non divoreranno nessun libro, perché lo rifiuteranno.





Dunque morirete nel corpo fra le vostre infinite domande che non hanno avuto risposta alcuna.
Vi ritroverete ad essere nel nulla, soli con voi stessi per la prima volta in assoluto.
Nulla di quanto era vi importerà, perché realizzerete che nulla di quanto era avrà importanza nel luogo e nel tempo in cui vi troverete. Proverete a riflettere, ma non ci riuscirete, perché sarete in sola attesa, perché saprete che sarete nell'attesa di conoscere.
Sarete una sfera di luce che esplode da un suo nucleo, una sfera che emana la luce di cui sarete composti e tale luce uscendo dal suo nucleo re-imploderà in se stessa in un ciclo continuo, stabile e perenne.
Tale luce è immateriale, ma si comporterà come un plasma.
Ed aspetterete dunque la conoscenza che vi sarà infusa, e condividerete le vostre esperienze terrene con tutte le altre entità di luce. E tutte le esperienze terrene, di tutte le creature umane esistite, esistenti ed a venire verranno in voi condivise.
Dunque in voi vi saranno tutte le esperienze belle e tutte le esperienze terrificanti di tutti gli esseri umani, esistiti, esistenti ed a venire.
Acquisirete una conoscenza umana enorme in termini di esperienze di vita umana e potrete dunque giudicare gli altri ed essere giudicati dagli altri, perché conoscerete ogni istante della vita altrui di tutti.

Ma, prima del vostro giudizio vi verrà chiesto: "Cosa perdoni agli altri? E in cosa chiedi d'essere perdonato?".

E questo sarà il primo giudizio!
Ma poi verrà il secondo giudizio e vi verrà fatto comprendere l'origine del male e conoscerete il padre del male e vi verrà detto: "Eccovi innanzi colui che è la fonte di tutti i vostri mali. Ogni male che avete vissuto e di cui avete appreso per mezzo della condivisione delle vostre esperienze di vita, ebbe origine da costui. Cosa dunque chiedete alla giustizia divina per colui che è stato causa di tutti i vostri mali e di tutte le vostre sofferenze?".

Il giudizio vostro su colui che fu la causa delle vostre sofferenze, diverrà giudizio su voi e dunque comprenderete del perché il Padre non intervenne su costui.



Io vi ho detto tutto! Proprio tutto!
Abbiate l'umiltà di capire.


Ora, quanto da me scritto è verità o menzogna.
Avete tempo il resto della vostra vita per giudicarlo.


mercoledì 23 luglio 2014

La Sorella di Caino e Abele

Il male ed il bene.
Caino ed Abele.
Tutti voi, in voi, avete diviso il male dal bene, ed in tutti voi esistono concetti che avete, prima definito, e poi stabilito, come "male" o come "bene".
Ma questo vostro giudicare "buono" o "cattivo", a quali insegnamenti primordiali si riconduce?
I parametri che usate per distinguere il male dal bene, da dove arrivano? Come li avete costruiti?
E... tali parametri... li avete costruiti voi, oppure qualcun altro li ha a voi imposti senza il vostro consenso e senza che voi neppure ve ne siate accorti?
Infatti voi sapete a vostro modo giudicare e sentenziare "male" o "bene" un qualcosa, sapete anche il perché, ma non sapete il perché di questo "perché"!

Uccidere è male e se siete di questo parere, vi dite che il perché di questo concetto consta nel rispetto per la vita altrui. Ma perché voi avete questa visuale delle cose in merito a tal cosa, mentre altri non l'hanno affatto?
Perché voi giudicate che la vita altrui vada rispettata ed altri invece non giudicano di pari vostro?
Dire che è ovvio e logico e giusto, non spiega il perché voi la pensiate in questo modo ed altri invece la pensino in modo diverso, cioè in opposto.
Se qualcuno infatti uccide, significa che non ha pari rispetto per la vita altrui come voi.
E perché c'è chi non possiede questo pari vostro rispetto per la vita altrui?
Dire che così ha scelto, è una risposta di vostro comodo, perché indagare sulla vera natura del perché di tale differenza, costa sacrificio e coraggio.
Meglio infatti dirsi: "Io ho ragione ed ho scelto così perché sono dalla parte dei buoni, mentre chi non la pensa come me è dalla parte dei cattivi, ed è egli che così ha scelto e non mi interessa sapere del perché egli così ha scelto".

Dunque, se voi vi ritenete dei "buoni", siete figli di Abele, mentre chi non la pensa come voi ha scelto di essere figlio di Caino.

Ed io vi domando: "Ma siete veramente così sicuri di essere dalla parte dei buoni?".
E se vi dicessi che anche voi siete dalla parte dei cattivi, cosa pensereste di tale mia affermazione?
Io vi dico, che Abele è pari a Caino e che se vi ritenete dei buoni, siete pari ai cattivi.

Abele offrì in dono al Signore alcuni degli animali che possedeva in qualità di pastore, mentre Caino offrì al Signore i frutti della terra che coltivava in qualità di agricoltore.
Ed avvenne che il Signore meglio apprezzò i doni di Abele rispetto a quelli di Caino ed avvenne che Caino se ne ebbe a male, e per gelosia uccise il fratello Abele.

Dunque Caino divenne il cattivo ed Abele il buono.
Ma or vi chiedo: perché Abele, se veramente era di animo buono e puro, non disse al Signore queste parole?: "Signore, io non comprendo il motivo per cui hai preferito i miei doni a quelli di mio fratello, ma ecco che ho visto mio fratello offeso e geloso verso me a motivo della tua predilezione dei miei doni a scapito di quelli di mio fratello. Ecco Signore! Ti prego! Io non posso mettermi a giudizio verso le tue preferenze, ma ti chiedo di accettare anche i doni di mio fratello Caino, poiché io so egli essersi offeso e poiché amo mio fratello, io soffro nel vedere tale sua incomprensione, tale sua gelosia, tale sua invidia. Io non desidero che in mio fratello nascano cattivi sentimenti ed idee cattive e dunque ti supplico di accettare anche i doni di mio fratello Caino, che non tutto comprende, non tutto sa giudicare realmente, a motivo del suo difetto in spirito. Ed io amandolo, non voglio che egli per causa dei suoi cattivi sentimenti, possa operare scelte cattive o possa non comprendere. E se la mia preghiera di accettare anche i suoi doni non dovesse essere di tuo gradimento, mio Signore allora umilmente ti chiedo di spiegarne a me ed a mio fratello Caino i motivi, affinché la prossima volta anche i doni di mio fratello possano essere di tuo gradimento".

Se Abele avesse veramente amato suo fratello Caino, avrebbe così parlato al Signore, perché se veramente Abele fosse stato di animo buono e giusto, avrebbe notato la differenza operata dal Signore fra egli ed il fratello.
Colui che è realmente puro, sempre si accorge delle sofferenze, delle incomprensioni e dei cattivi sentimenti che ne possono scaturire da chi non è pari suo, ed opera per amore verso costui affinché ciò non avvenga, o per porvi rimedio.
Colui infatti che è veramente buono e giusto, accorgendosi dei cattivi sentimenti di un suo fratello, agisce in modo tale che codesti non buoni sentimenti trovino circostanze tali, affinché non evolvano in peggio, ma anzi, chi è buono e giusto si adopererà affinché il buono in sentimenti subentri al cattivo.
Questo perché, colui che è realmente buono e giusto, ama il suo prossimo e per lui desidera il pari di quanto è per egli stesso.
Colui che ama il suo prossimo, è attento affinché il suo prossimo non cada in errore, ed a volte, l'errore del suo prossimo, è dettato proprio dalla sua stessa indifferenza.
Infatti, il vostro prossimo è il vostro fratello, lo sconosciuto ed il nemico.

Se dunque Abele non si accorse delle incomprensioni e delle sofferenze in animo del fratello Caino dalle quali poi ne scaturì l'azione omicida, Abele non fu particolarmente attento nell'amare il fratello.
Ed infatti, coloro che si ritengono giusti, non si pongono in attenzione verso coloro che ritengono non giusti, lasciando questi ultimi alle loro cattive azioni ed alle loro conseguenti colpe, cattive azioni queste, che poi si ripercuotono proprio verso loro stessi, esattamente come Caino operò verso Abele.

E dunque coloro che si ritengono buoni e giusti, si isolano fra loro a destra, usufruendo delle cattive azioni di coloro che contro essi operano, per trovare conferma alla loro convinzione di essere realmente fra i buoni ed i giusti.
E coloro che sanno di non essere buoni e giusti, che si sono posti a sinistra, continuano nelle loro azioni cattive proprio a motivo di questo distacco ed isolamento che coloro che si ritengono giusti, operano verso i cattivi, innalzandosi loro stessi verso i non giusti ed acclamandosi martiri e testimoni della verità.
Colui che è a sinistra dunque persevera nelle sue azioni contro chi è a destra a motivo della sua incompletezza in spirito, generata da invidia  e gelosia da coloro che sono a destra e che si isolano da chi è a sinistra, ignorando il Comandamento Unico del Cristo di amare proprio il loro stesso nemico, accorgendosi delle loro imperfezioni in spirito e sminuendosi innanzi a loro invece di esaltarsi come testimoni della parte buona e giusta.

Dunque vi sono uomini "Caino" a sinistra che sono governati da sentimenti di invidia e gelosia più forti delle loro coscienze, che operano il male.
E vi sono uomini "Abele" a destra, che sono governati da sentimenti di indifferenza e superiorità più forti delle loro coscienze, che operando in loro, fanno sì che essi stessi si discostino dai fratelli Caino a sinistra, ritenendosi in verità a motivo delle cattive azioni che gli uomini "Caino" operano contro loro.

Ma fra Caino ed Abele, v'è la sorella "Verità", che ponendosi fra i due fratelli che non si comprendono, e prendendoli per mano, li riconcilia e spiega loro le reciproche colpe.

Sorella Verità è in questi ultimi tempi giunta fra gli uomini Abele e chiede loro di incontrarsi con i più difficili fratelli Caino.
Senza sorella Verità, Abele non potrà mai comprendere la sofferenza di Caino dalla quale ne scaturì l'indole omicida, e senza sorella Verità, Caino non potrà mai comprendere la buona fede di Abele, che ha però distolto le sue attenzioni in amore verso il fratello più difficile e bisognoso di amore.


Vi è stata raccontata la storia dell'umanità come di un "Caino" e di un "Abele", ponendo il Caino a sinistra e l'Abele a destra, e mai vi è stato detto che invece esiste una sorella "Verità" che si trova fra i due fratelli a testimonianza di una realtà diversa e sconosciuta.

L'inganno è stato proprio questo: non parlarvi della sorella di Caino ed Abele.
Infatti, voi percepite la realtà in cui vivete, come di due forze opposte che perennemente si combattono; il bene ed il male.
Avviene dunque per effetto di tale inganno, che se una certa qualsiasi cosa viene da un uomo percepita e definita come male e da egli stesso rifiutata, egli si reputa di contro conseguentemente nel bene, poiché rifiutando e condannando quella certa cosa da lui stesso definita male, per sua logica deduzione si ritiene gloriosamente nel bene, proprio a motivo di tale concetto dualistico.
Ed infatti l'uomo si dice: "Poiché vi è solo bene e male e poiché il male lo identifico in quanto io rifiuto, allora io che rifiuto il male sono nel bene e quanto io accetto è tutto bene".
Ed in questo giudizio, egli non considera se stesso nell'errore, poiché reputa errore quanto egli ha definito errore rifiutandolo ed ignorando la terza possibilità, cioè quella Sorella Verità che è posta fra quanto l'uomo definisce bene o male.
Dunque, il sistema vitale terreno e la realtà in cui l'uomo vive, non è una dimensione dualistica, ma trialistica: la verità rimane al centro irremovibile e statica, mentre intorno gli girano i due poli opposti che arbitrariamente gli uomini hanno definito e definiscono di volta in volta male o bene, ed ognuno di coloro che si trova in uno di questi poli, definisce l'altro polo come il male, minimizzando o ignorando quanto di male invece vi è in se stesso e nel proprio polo.
In realtà ogni polo è sia bene che male e tutti coloro che giacciono nel proprio polo, sono talmente impegnati nel condannare il polo opposto come male da non accorgersi che fra i due poli vi è Sorella Verità,


A voi, il coraggio e la capacità di capire chi è sorella Verità e dunque a voi, il merito di riscrivere la storia della divina creazione come essa è di fatto avvenuta.
A voi comprendere di ogni verità come di una verità che è per metà Caino e per l'altra metà Abele, e che le due verità relative trovano esaudimento delle loro ragioni, così come al contempo devono trovare le comprensioni alle ragioni della parte opposta; questo se entrambe si affidano alla amorevole Sapienza di sorella "Verità", che è nel mezzo ed ama al pari il fratello difficile e debole "Caino", come il fratello presuntuoso ed indifferente "Abele".

Agli eletti è stata posta innanzi tale sfida.
Se siete tra gli eletti, oltre ad aver compreso, opererete in aiuto a sorella Verità.


Non giudicate chi fra voi sia Caino e chi invece Abele.
Agite affinché vi riconosciate come Caino ed al contempo vi riconosciate come Abele, considerando ognuno della parte opposta come Abele e non come Caino.
Dunque, imparate a giudicarvi sia come un Caino, sia come un Abele ed imparate a considerare colui che considerate Caino, come un Abele.